Nodi da pesca

Tipi di terminale

Quale é il nodo migliore?

Il nodo migliore non esiste. Esiste il nodo che più si adatta ad una tecnica di pesca. Il nodo “perfetto” è un nodo resistente, poco ingombrante e facile da fare. Purtroppo spesso non è così… Ad esempio: il nodo spina è un nodo estremamente resistente e facile da fare, ma è un po’ ingombrante e ha bisogno di alcuni tubicini speciali senza i quali non si può fare. L’adriatic è un nodo estremamente resistente ma è difficile da fare e anch’esso presenta un po’ di ingombro. Il palomar è un nodo estremamente facile e per nulla ingombrante ma non ha gli stessi carichi di rottura dei sopra citati. Poi non tutti i nodi si possono utilizzare per le varie tecniche: il nodo spina non si può utilizzare a bolentino. Il clinch non si può utilizzare al drifting al tonno (o meglio, si può anche utilizzare ma non è raccomandabile). L’adriatic non si può utilizzare per gli ami a paletta e così via. Ogni tecnica ha il suo nodo ma soprattutto ogni pescatore ha il suo nodo preferito.


Nodi per la pesca a drifting

I nodi per la pesca a drifting più utilizzati sono quelli che si prestano bene a legare occhielli con fili solitamente che vanno dallo 0,60 al 1,00 che si avvicinano al 100% del carico di rottura del filo (alcuni nodi riescono ad arrivare al 100%). Il nodo che preferisco in assoluto è il nodo spina: è un nodo che raggiunge il 100% del carico di rottura e ha un altissima affidabilità. E’ molto versatile, può essere utilizzato sia con lo 0,60 che col 1,00. Poi c’è l’adriatic, un nodo che anch’esso raggiunge il 100% del carico di rottura. A seguire c’è il nodo chain, il cui carico di rottusa si aggira intorno al 95-100% e il nodo con il tubicino, il cui carico di rottura si aggira intorno il 90-95%.

Fluorocarbon e nylon

Senza entrare nel dettaglio dei diversi materiali, diciamo, in modo molto sintetico, che nylon e fluorocarbon hanno caratteristiche meccaniche diverse e rispondono ad esigenze diverse. Il fluorocarbon è un filo che ha una rifrazione molto vicina a quella dell’acqua, per questo è più invisibile e più rigido: proprio grazie alla sua rigidità lo rende più resistente all’abrasione ma meno resistente sul nodo. Il nylon è un filo più morbido ma anche più resistente ai nodi. In base a questa diversità devono essere scelti anche i nodi adatti. Ad esempio il nodo spina dà il 100% sul nylon ma perde sul fluorocarbon. L’adriatic si presta bene sia al fluorocarbon che al nylon. Stessa cosa per il nodo chain. In linea di massima il fluorocarbon ha una perdita maggiore rispetto al nylon.

Il manicotto

Il manicotto nasce fondamentalmente per legare gli ami e le girelle laddove è difficile l’esecuzione di un nodo, ad esempio con fili fi diametro importante. E’ un sistema usato per lo più nella pesca professionale dove si utilizzano grossi fili e si rende necessaria la velocità nel costruire un terminale. Questo metodo è stato esteso anche alla pesca dilettantistica tanto è vero che oggi esistono piccoli manicotti con i quali si può crimpare anche un filo dello 0,50. Per eseguire una buon crimpatura è importante trovare il connubio perfetto tra manicotto, filo e pinze. Non sempre si riesce a trovare la crimpatura perfetto e spesso si ottengono risultati altalenanti che fanno dal 50% del carico di rottura al 100%. Il linea di massima lo ritengo un sistema inferiore al nodo, soprattutto con i fili fini. Perdere un 20% con un filo fino significherebbe perdere il pesce. Diverso quando invece si perde un 20-30% su un filo del 120, la perdita di resistenza in questo caso è trascurabile…

Terminale e preterminale

Nelle pesce pesanti si usa usare l’ultima parte della nostra lenza con un diametro maggiore rispetto la lenza madre. Questo ci impone la necessita di creare un pre-terminale (o un unico terminale) o una doppiatura di lenza.

Nodo di giunzione pr

La giunzione pr è una delle poche giunzioni che raggiunge il 100% del carico di rottura. E’ forse la giunzione più utilizzata al giorno d’oggi. Viene spesso usata per collegare il multifibra al terminale in nylon o fluorogarbon ma si può eseguire anche tra nylon e nylon/fluorocarbon. Si esegue con uno strumento che si chiama knotter/bobinatore. Si carica il filo madre sul bobinatore e lo si avvolge attorno al terminale per una lunghezza sufficiente a non far scivolare via il terminale dalla cazetta.


Il bimini twist

e’ il nodo più utilizzato per fare le doppiature “old style”. Insieme all’australian braid è l’unico nodo che raggiunge il 100%.

La trappola

E’ un metodo per ovviare al problema dell’abrasione dei denti e delle pinne del pesce sul terminale. C’è chi usa la trappola solo per evitare i denti del pesce (30-40 cm) e chi la usa per evitare anche l’abrasione delle pinne (1,5 mt). Solitamente si utilizza uno spezzone di dynema per assist hook e lo si raccoglie sul gambo dell’amo con del filo elastico. Quando l’amo si appunta sulla bocca del pesce, il filo va in trazione e la trappola si scioglie.

La conservazione del filo

Il filo, soprattutto il nylon, risente del deterioramento degli agenti atmosferici, in particolare l’umidità, la luce e il calore. E’ bene conservare i nostri terminali in sacche ben riparate dalla luce e dall’umidità. Il filo assorbe acqua e questo lo indebolisce. Stessa cosa per la luce. Ogni filo indebolito lo è molto di più al nodo.



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